La Critica - L'Unità - Domenica
19 novembre 1995
|
| |
| |
| Vuol essere, Penziere mieje, ci dice Luca, una sorta d'introduzione al mondo eduardiano, soprattutto ad uso dei giovani e giovanissimi spettatori. Così la musica che avvolge non poche delle pagine prescelte, scritta da Antonio Sinagra, eseguita dallo stesso maestro al pianoforte e da un agguerrito gruppo di strumentisti, echeggia sonorità e ritmi cari alle nuove età. (...) Ma protagonisti di Penziere mieje sono poi, alla pari, Luca De Filippo e Angela Pagano. Tra poesie recitate e cantate, toccanti scorci di un lungo sodalizio familiare e artistico (lettere della sorella Titina a Eduardo, di | Eduardo a Titina e, più tardi a Luca), considerazioni ispirate a una laica, pacata filosofia (il concatenarsi delle generazioni come unica forma di immortalità concessa non ai singoli, ma alla specie umana nel suo insieme, si fanno largo alcuni <<pezzi forti>> della drammaturgia di Eduardo. Pronuncia stupendamente, Angela Pagano, con una spietatezza così incisiva, il monologo di Filumena Marturano, sferzante atto d'accusa al potere maschile. Ed esprime con energia concentrata il feroce amore materno di Luisa, personaggio della Paura numero uno.......
Aggeo Savioli |
|
|
|