PERICOLOSAMENTE – I MORTI NON FANNO PAURA
AMICIZIA – UOMO E GALANTUOMO

quattro atti brevi di Eduardo De Filippo
regia Gianfelice Imparato
con iNuovi
Francesco Grossi, Filippo Lai, Athos Leonardi
Claudia Ludovica Marino, Luca Pedron, Laura Pinato
Nadia Saragoni, Erica Trinchera, Lorenzo Volpe

scene e costumi Laboratorio d’Arte del Teatro della Pergola
luci Loris Giancola
direttore di scena Emiliano Gisolfi
sarta Eleonora Sgherri
musica del finale Maestro Fiorenzo Carpi
assistenti alla regia Francesco Argirò, Maria Lucia Bianchi
amministratrice Anastasia Ciullini
foto Filippo Manzini
produzione Fondazione Teatro della Toscana
Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Prima Nazionale
Festival D’Autunno 2018 /
Progetto Area Metropolitana

 

 

PERICOLOSAMENTE – I MORTI NON FANNO PAURA
AMICIZIA – UOMO E GALANTUOMO

quattro atti brevi di Eduardo De Filippo
regia Gianfelice Imparato
con iNuovi
Francesco Grossi, Filippo Lai, Athos Leonardi
Claudia Ludovica Marino, Luca Pedron, Laura Pinato
Nadia Saragoni, Erica Trinchera, Lorenzo Volpe

scene e costumi Laboratorio d’Arte del Teatro della Pergola
luci Loris Giancola
direttore di scena Emiliano Gisolfi
sarta Eleonora Sgherri
musica del finale Maestro Fiorenzo Carpi
assistenti alla regia Francesco Argirò, Maria Lucia Bianchi
amministratrice Anastasia Ciullini
foto Filippo Manzini
produzione Fondazione Teatro della Toscana
Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Prima Nazionale
Festival D’Autunno 2018 /
Progetto Area Metropolitana

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Gianfelice Imparato dirige iNuovi, i giovani diplomati della Scuola per Attori ‘Orazio Costa della Fondazione Teatro della Toscana, in Eduardo per i Nuovi. Il repertorio comico di De Filippo, viene messo in scena anche con trasposizione del dialetto, per rendere chiaro che i meccanismi della drammaturgia comica, di cui Eduardo aveva grande conoscenza, sono universali.

“Felicissimo del lavoro fatto finora con i talentuosi giovani diplomati alla Scuola ‘Orazio Costa’ della Fondazione Teatro della Toscana, detti iNuovi. Impaziente di ricominciare e portare a termine il progetto della messa in scena di tre atti unici di Eduardo. Poche righe per illustrare questo lavoro che si sta facendo sulla drammaturgia comica.

Tempo fa, osservando alcuni programmi televisivi dedicati alla comicità, consideravo che questo genere, nobilissimo nelle sue radici, si era degradato fino ad essere riconosciuto quasi esclusivamente nella declinazione che ne danno i sedicenti comici, i quali riducono il tutto a battutine e barzellette tenute insieme da un pretestuoso fil rouge. L’esecuzione di questo misero repertorio è condita da smorfie ridicole, voci assurde, costumi improbabili, urla e quant’altro serva per suscitare un immediato quanto vuoto divertimento. Anche il cinema è stato contaminato da questo sub-genere e il nome di commedia viene dato a molti film che commedie non sono.

Consideravo, in sintesi, che la comicità derivante da una drammaturgia è sempre meno praticata e, ai più giovani, sempre più sconosciuta. Ritenevo che ci fosse bisogno di divulgare, tra i giovani che si avvicinano all’arte del Teatro, la comicità che nasce da una sapiente drammaturgia. Di far conoscere la ‘grammatica’ di questo genere, i suoi meccanismi, e, perché no, la sua poesia.

Quando quest’idea è arrivata ‘all’orecchio’ del Teatro della Toscana e della sua Scuola, i suoi dirigenti hanno ritenuto opportuno sperimentare tale lavoro con i giovani allievi appena diplomati e mi hanno dato l’onore di curare con loro la messa in scena di tre atti unici esemplari della drammaturgia comica.

Il mio lavoro è consistito e consisterà nel far conoscere a questi giovani quella ‘grammatica’ di cui parlavo, i tempi ‘musicali’ che la percorrono, la necessaria sobrietà che la esalta.

La messa in scena sarà deliberatamente scarna a voler sottolineare che la buona drammaturgia, anche quella comica, non ha bisogno di molti orpelli. Voglio che lo spazio sia occupato principalmente dagli attori, dalle loro essenziali movenze. Voglio che risuoni delle sapienti battute dette da loro con la maestria che stanno, avidi e divertiti, conquistando in questo genere.

Viva il Teatro della Toscana. Viva iNuovi”.

Gianfelice Imparato

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