di Manlio Santanelli
con Fausto Russo Alesi e Imma Villa
regia Carlo Cerciello
scena Roberto Crea
costumi Daniela Ciancio
musiche Paolo Coletta
luci Cesare Accetta
aiuto regia Walter Cerrotta
produzione Elledieffe e Teatro Elicantropo

di Manlio Santanelli
con Fausto Russo Alesi e Imma Villa
regia Carlo Cerciello
scena Roberto Crea
costumi Daniela Ciancio
musiche Paolo Coletta
luci Cesare Accetta
aiuto regia Walter Cerrotta
produzione Elledieffe e Teatro Elicantropo

Date Tournée

dall’8 al 10 giugno Napoli Teatro Festival Italia – Teatro Nuovo

Recensito nel 1984 con toni entusiastici da Eugène Ionesco, Regina madre è un testo che può definirsi un classico e come tale viene qui proposto nella rilettura di Carlo Cerciello.

Un dramma profondamente ambiguo, ambientato in un luogo astratto, dove i due attori Fausto Russo Alesi e Imma Villa danno vita ad un ossessivo scambio di ruolo tra madre e figlio, un duello psicologico combattuto con l’arma micidiale della parola.

Un progetto di messa in scena fortemente voluto e condiviso da Carlo Cerciello, Fausto Russo Alesi e Imma Villa che, con Walter Cerrotta, sono intervenuti in parte sul testo, adattandolo.

Segno inconfondibile dell’opera, evidenziato dal regista nelle sue note, è il continuo ricorrere dei personaggi alla bugia, il continuo rifugiarsi nell’invenzione fino al gioco scenico del travestimento, della maschera, del trucco, dichiarando in tal modo da un lato il fascino dell’esercizio del potere e, dall’altro, l’incapacità di crescere, di diventare adulti e di liberarsi definitivamente della figura materna.

Note di regia

Note di regia

«Regina madre è un testo profondamente ambiguo, si ha subito l’impressione che il personaggio della Madre sia in realtà lo specchio, o meglio, la proiezione della sofferenza che attanaglia il Figlio, condizionandone profondamente l’esistenza; Santanelli, accomuna al medesimo destino fallimentare Alfredo e la sorella Lisa, assente nell’opera, ma continuamente citata. Questo gioco al massacro, dunque, infantilmente agito e subìto, mi ha suggerito di mettere in scena Regina madre, dando concretezza al rituale onirico e psicologico di due fratelli alle prese con il fantasma della Madre»

Carlo Cerciello